Medicina funzionale biotipizzata

La medicina funzionale focalizza il proprio interesse nonché gli obiettivi sui cosiddetti disturbi funzionali che manifestata il singolo soggetto, ponendo l’attenzione sulla causa, ovvero sul motivo per il quale il disturbo si è presentato piuttosto che tamponare il sintomo senza scoprirne l’origine.

Il sistema diagnostico e terapeutico della medicina funzionale si basa sui meccanismi di regolazione endogeni  del singolo individuo e sulla reazione agli stimoli stressanti (ambientali, nutrizionali, familiari, ecc) e gestione dello stress.

Questo significa che a differenza della medicina convenzionale che tende a curare il sintomo, la medicina funzionale consente di sviscerare i motivi relativi alla singola persona che hanno portato ad avere sintomi e malattie.

Ad esempio, la tiroidite autoimmunitaria di Hashimoto, con ipotiroidismo, viene trattata dalla medicina convenzionale con la terapia ormonale sostitutiva (con scarsi risultati in termini di benessere generale come lamentato da molti) mentre la medicina funzionale si occupa di scoprire le cause che hanno scatenato l’autoimmunità e mira a rimuoverle e correggerle affinché il corpo si auto-ripari il più possibile. Questo non esclude la terapia convenzionale, ma la integra con una maggiore comprensione dei meccanismi dannosi che generano la patologia correggendoli.

La medicina funzionale nasce anche in base all’esigenza di collocare in ambito medico, con le dovute considerazioni, tutte quelle situazioni borderline, con sintomi sfumati, premonitrici di malattie che spesso non vengono tenute debitamente in considerazione se non quando la malattia si manifesta con i relativi danni.

La caratteristica dell’approccio funzionale è l’attenzione prevalente alla reattività fisiologica e alla capacità di autoregolazione del sistema corporeo nella sua interezza. L’obiettivo è dunque mettere il sistema in condizione di recuperare da solo, compensando gli stressor di qualunque natura responsabili dei sintomi. Fulcro della medicina funzionale è dunque la conoscenza dei meccanismi fisiologici di regolazione, al fine di individuare rapidamente il giusto protocollo terapeutico per favorire la corretta performance del sistema.

Questo comporta un passo ulteriore: la Biotipizzazione.

La Biotipizzazione morfologica, costituzionale, ormonale e viscerale, consente di personalizzare al massimo l’approccio funzionale, individuando percorsi diagnostici e terapeutici in base alle caratteristiche psico-fisiche del singolo soggetto e consentendo di mettere a punto programmi super personalizzati, flessibili, e che possano anche prevedere le problematiche di più usuale riscontro in base al biotipo.

Ecco perchè la Medicina Funzionale Biotipizzata è una medicina dinamica che si adatta alla persona intimamente, potenziandone i pregi e limando le defaillance, al contrario della medicina convenzionale alla quale sembra doversi adattare l’utente.