Tiroidite autoimmune e intestino

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Parliamo di tiroide, tiroidite auto immunitaria, malattie auto immunitarie, intestino e interferenti endocrini. Tutte quelle cose di cui generalmente non si sente parlare quando si hanno problemi di tiroide.

Sono 6 milioni gli italiani che hanno problemi di tiroide la maggior parte sono donne, sebbene anche gli uomini ne siano affetti. È importante capire che, quando si parla di malattie della tiroide, non si può pensare soltanto alla tiroide come un unico organo e trattare soltanto quello. Questo perché? Perché la tiroide, in realtà, governa tutte le nostre cellule. La tiroide ci aiuta a mantenere attivo il metabolismo, ci aiuta a non sentirci stanchi, tant’è che le persone che soffrono di ipotiroidismo se ne accorgono perché sono sempre stanche, affaticate e aumentano di peso anche se non mangiano molto e non fanno degli abusi alimentari.

Se non andiamo a correggere tutti i meccanismi che portano al buon funzionamento della tiroide difficilmente riusciremo a migliorare. Ma c’è una cosa importante che tante persone non vi dicono: la tiroidite autoimmune o tiroidite di Hashimoto, come tutte le malattie auto immunitarie, ha a che fare con l’intestino e con la salute della parete intestinale e del microbiota, cioè i batteri che vivono nel nostro intestino. Quando si innesca una disbiosi intestinale, quando c’è una permeabilità dell’intestino, il sistema immunitario, che per l’80% è all’interno del nostro intestino, si attiva per difendersi da sostanze, virus, batteri o molecole che arrivano con il cibo e che hanno delle similitudini con le nostre ghiandole, nella fattispecie con la tiroide. Quindi, il nostro sistema immunitario si attiva contro queste sostanze e parallelamente attacca anche la tiroide.

Mentre un tempo si parlava soltanto di tiroidite eventualmente secondaria ad esempio all’abuso dei fanghi di alghe o alla carenza di iodio, in realtà si è visto che la malattia autoimmunitaria può partire dall’intestino, quindi, è fondamentale tenerlo sotto controllo, soprattutto verificando se c’è una disbiosi intestinale, una permeabilità intestinale. E non scordiamoci il fegato. Il fegato lavora in modo più affaticato perché magari c’è una steatosi epatica, ovvero si ha il fegato grasso e i nostri ormoni tiroidei saranno resi disponibili e liberi molto meno.

Quando andiamo a fare le analisi del sangue per controllare la tiroide che cosa controlliamo? Il TSH, FT3, FT4 e gli anticorpi. L’ormone che ci fa sentire bene, vitali, in forma, forti è la frazione libera del T3 quindi FT3. L’FT3 viene prodotto a partire dal T4 e questa conversione avviene prevalentemente nel fegato. Quindi, se magari facciamo degli eccessi alimentari, abusiamo troppo spesso anche con l’alcool o abbiamo la steatosi epatica magari a fronte di una tiroide sana – quindi che funziona bene – possiamo avere un rallentamento del metabolismo perché l’ormone viene convertito di meno. Oppure potremmo avere meno funzionalità tiroidea ottimale a causa di fattori esterni.

C’è anche un’altra cosa che dobbiamo considerare: gli interferenti endocrini. Ad esempio oggi anche l’Unione europea ci dice che la plastica fa male e fa male perché? La plastica rilascia delle sostanze gli ftalati e il bisfenolo A che sono tossici per il nostro organismo in quanto si legano ai ricettori ormonali e alterano il metabolismo. Possono, così, rallentare la funzione tiroidea e peggiorare l’insulino resistenza. La cosa grave è che queste sostanze sono anche nei biberon di plastica e nei ciucci, quindi i nostri bambini rischiano di cominciare a essere intossicati fin dalla nascita.

È necessario eliminare alcuni alimenti per riportare un equilibrio e sono quegli alimenti che mimano in un certo senso le cellule della tiroide mandando in confusione il sistema immunitario. Quali sono? Sono il glutine, i derivati del latte, le proteine del latte in generale, gli interferenti endocrini. Quando veniamo in contatto con queste sostanze, soprattutto se abbiamo una permeabilità intestinale, il nostro sistema immunitario si attiva perché ci difende contro queste ma allo stesso tempo attacca anche la tiroide (tiroidite). Quindi non è sufficiente fare una terapia sostitutiva per la funzione tiroidea per migliorare la situazione, è importante sempre guardare il quadro a 360°.

Analizzare l’acqua del rubinetto (kit in farmacia o portare campione all’USL) che, se molto clorata, distrugge la nostra flora intestinale invece di mantenerla in salute. Aggiungere filtri al rubinetto o usare caraffe filtranti con assenza di bisfenoli oppure usare acqua in bottiglia.

Dobbiamo tenere la tiroide in salute mantenendo in salute l’intestino, dobbiamo evitare tutte quelle sostanze che alterano l’intestino (eccesso di glutine, di farinacei raffinati, zucchero e latticini). Dobbiamo favorire il metabolismo tiroideo, quindi la produzione degli ormoni. Possiamo farlo con la frutta oleosa, i pistacchi che contegnono tirosina che è l’ormone precursore degli ormoni tiroidei, soprattutto per le donne in età fertile se il flusso è molto abbondante.

Controllare le scorte di ferro perché ci serve anche il ferro per produrre la giusta quota di ormoni tiroidei. Ricordiamoci il selenio che è fondamentale. Basta mangiare 2 noci del Brasile al giorno per avere il quantitativo corrette per far funzionare la tiroide. Ricordiamoci gli omega 3 di origine vegetale o animale perché sono grassi antinfiammatori, quindi di fronte a una malattia auto immunitaria, che è sostenuta da una infiammazione cronica, è importante utilizzare cibi che siano antinfiammatori oltre a limitare gli zuccheri semplici, compreso lo zucchero di canna.

Importanza della biotipizzazione mirata. Le diete troppo estreme e lo stress cronico non gestito fanno aumentare un ormone – che ha sempre a che fare con la tiroide – che si chiama Reverse T3: il freno del metabolismo. Mentre il T3 ci accende e fa aumentare il dispendio energetico, ci rende lucidi, sani, scattanti e asciutti, il Reverse T3 fa tutto il contrario: ci blocca e ci fa sentire stanchi. Quindi lo stress, la mancanza di sonno, le diete troppo privative, le diete fai da te che non hanno la giusta quota di proteine nel momento giusto e che sono povere di carboidrati complessi ci stressano e fanno aumentare la Reverse T3. Anche la terapia con cortisonici fa aumentare la Reverse T3, le infiammazioni, l’eccesso di estrogeni.

Ricordiamoci il selenio. Fondamentale fare attenzione alla ritenzione idrica. Il perché si soffre di ritenzione idrica potrebbe essere a causa di un problema tiroideo, potrebbe esserci ipotiroidismo subclinico o una componente linfatica per la quale bisogna fare esami specifici e una biotipizzazione mirata.

Tante persone soffrono di ipotiroidismo, ovvero quando il TSH è molto elevato bisogna vedere se si è nella fascia del subclinico, se è un ipotiroidismo conclamato. Il TSH è elevato ma dobbiamo guardare le frazioni libere l’FT4 e l’FT3 perché a volte ci può essere un problema di conversione fra l’FT4 e l’FT3, quindi dobbiamo migliorare la conversione dell’ormone di deposito che è il T4 in T3 e lo possiamo fare con tutti quei cibi che vi dicevo prima. Con la vitamina C, tante spremute con il limone la mattina a digiuno e prima di mangiare ci aiutano. La vitamina C aiuta a effettuare questa conversione.

In gravidanza l’ipotiroidismo può avere effetti negativi anche sull’embrione, quindi è importante avere un giusto dosaggio. Esistono tanti farmaci che ci possono aiutare a sopperire a questa carenza. A seconda delle varie formulazioni possiamo avere l’ormone diretto, l’ormone indiretto che deve essere convertito o formulazioni miste, cioè ognuno deve avere il dosaggio personalizzato. Dobbiamo ricordarci che la priorità deve essere quella di far tornare indietro questa situazione. Nella maggior parte dei casi la tiroidite si scatena come le altre malattie immunitarie da una disfunzione intestinale. Quindi dobbiamo controllare la disbiosi, la permeabilità, è importante controllare l’alimentazione che si fa, sebbene molte persone pensino di mangiare bene. Se sei intollerante al lattosio assicurati che i farmaci che stai assumendo per la tiroide non contengano lattosio altrimenti ne assumerai di meno. È importante personalizzare ma è, soprattutto, importante uscire dallo schema che per far guarire la tiroide non è sufficiente soltanto fare la terapia sostitutiva, bisogna andare a controllare tutti quei fattori che hanno scatenato la tiroidite. Per fare questo bisogna che ci si conosca a 360 gradi.

La Tiroidite di Hashimoto è una tiroidite autoimmunitaria. Bisogna capire come si è scatenata l’autoimmunità: ci potrebbero essere anche delle cisti a livello della tiroide e spesso la tiroidite autoimmunitaria è associata alla policisti ovarica, che ha a che fare con l’insulino resistenza. Il cattivo funzionamento dell’intestino può peggiorare l’insulino resistenza. Se siete in ipotiroidismo, se avete la Tiroidite di Hashimoto, dovete fare un lavoro a 360 gradi.

Le malattie auto immunitarie hanno origine prevalentemente nell’intestino, quindi bisogna controllare come sta. Dovete cercare di ridurre al massimo, ad esempio nel periodo del Reset Tiroideo 3-4 settimane, tutti quegli alimenti che mandano in confusione il sistema immunitario che, per difenderci da questi, vanno ad attaccare anche la tiroide. Ricordate che l’ipotiroidismo, la Tiroidite di Hashimoto, soprattutto per le donne in realtà fertile ha anche a che fare con l’infertilità. Ciò che funziona è una terapia nutrizionale mirata sul biotipo, sull’assetto ormonale e gastrointestinale. Ricordatevi anche che l’alcol blocca la conversione del T4 in T3, quindi, se siete soliti bere vino e birra la vostra tiroidite potrebbe peggiorare
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Tiroidite di Hashimoto e Morbo di Crohn possono andare di pari passo perché anche il Crohn, che è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino, ovviamente trae origine dalla stessa base: un mal funzionamento della barriera intestinale, una autoimmunità, una infiammazione.


Alimenti che non si devono mangiare in caso di ipotiroidismo e di tiroidite.
Limitare al massimo i latticini, cercate di limitare il glutine (pane, pasta, biscotti, prodotti da forno). Questo non significa che non si potranno più mangiare ma dobbiamo andare in reset per consentire alla barriera intestinale di ripararsi. È un processo che può richiedete 2-3-4 settimane o 2-3 mesi a seconda delle condizioni iniziali. Cercate di inserire altri cereali a basso tenore di glutine e optare assolutamente per alimenti non raffinati. No alle merendine senza glutine: sono piene di zucchero e grassi idrogenati. Mettere i cereali in ammollo per attivarli. I  cereali sono ricoperti di fitati che sono antinutrienti che ci impediscono di assorbire proprio quei minerali e quelle vitamine che ci servono per far funzionare correttamente la tiroide. In ammollo anche il riso, il grano saraceno, la quinoa almeno 6-8 ore prima di cucinarla. Utilizzate la batate al posto delle patate che possono scatenare reazioni intestinali. Cerchiamo di limitare pomodori, peperoni, peperoncino, melanzane se siamo in reset.

Fino a pochi anni fa non si sapeva nulla della connessione tra intestino e tutto il resto del nostro corpo. Abbiamo sempre considerato l’intestino come un tubo di carico e scarico. In realtà nell’intestino ridiede il nostro secondo cervello, che influenza i nostri pensieri e il nostro sistema immunitario perché è proprio nell’intestino che c’è l’80% del nostro sistema immunitario. Quindi trattiamolo con rispetto e ricordiamoci che quello che introduciamo fa la differenza su come reagiamo da un punto di vista metabolico.

Quando si parla di tiroide non potete risolvere il problema soltanto assumendo una compressa. La compressa vi fa la differenza parziale su come vi sentite. Se siete in ipotiroidismo marcato sicuramente la terapia sostitutiva ormonale è quello di cui avete bisogno per uscire fuori dalla sonnolenza, dalla stanchezza, dal peso che si è bloccato, ma nel frattempo dovete andare alla ricerca delle cause che vi hanno provocato la tiroidite. 
Esame microbiota delle feci è importante e ci racconta molto sulla popolazione intestinale microbica e fungina. 
Per permeabilità intestinale fare il test all’idrogeno metano.

Fare solo la terapia sostitutiva non fa la differenza: rimane la sonnolenza, la stanchezza, la ritenzione idrica e questo succede se nessuno vi insegna come mangiare e come correggere la disfunzione intestinale e, soprattutto, se nessuno vi insegna che gli interferenti endocrini ci stanno distruggendo non solo la tiroide ma anche il nostro metabolismo. Usate contenitori in vetro per conservare alimenti.
 Imparate a gestire lo stress con tecniche vi faranno mettere il turbo al metabolismo, imparate a respirare a rilassarvi.

Ci sono molto integratori che si possono utilizzare per contrastare e controllare gli effetti nocivi dello stress. Lo stress mantiene alto il cortisolo, che è l’ormone principe dello stress e ci fa ingrassare, accumulare adipe sull’addome, 
sul torace, intorno al collo, sulla schiena. Ci rallenta il metabolismo e blocca la conversione del T4 in T3 favorendo la formazione della Reverse T3: il nostro freno al metabolismo. Invece noi dobbiamo sollevare il piede dal freno e spingerlo sul pedale dell’acceleratore!

Le malattie autoimmunitarie della tiroide posso mandare in ipotiroidismo perché esiste il Morbo di Basedow, quindi spesso si può passare in una prima fase di super dimagrimento di tremolio e agitazione e poi successivamente finire in ipotiroidismo quando aumentano gli anticorpi anti tireoglobulina e antiperossidasi
. Molti studi confermano che la disbiosi intestinale, ovvero alterazione del gut e del gut microbiota, è anche responsabile di malattie metaboliche e cardiovascolari. Quindi il nostro intestino ha a che fare con autoimmunità, con diabete mellito, infertilità, mal di testa. L’alcool ha un effetto negativo sul metabolismo cellulare ma porta anche ad un eccesso di estrogeni. Le donne che fanno terapia con estroprogestinici magari come contraccettivo oppure una terapia sostitutiva ormonale in menopausa possono tendere all’ipotiroidismo. Anche in questo caso bisogna fare una integrazione adeguata per fare in modo che il microbiota funzioni regolarmente.

Firma Dr Serena Missori