Crucifere e tiroide

crucifere per la tiroide

Spesso i miei pazienti mi chiedono che cosa mangiare in caso di:

  • ipotiroidismo senza tiroidite (con tiroide o dopo tiroidectomia);
  • ipotiroidismo con tiroidite;
  • tiroidite senza ipotiroidismo;
  • ipotiroidismo sub-clinico con o senza tiroidite;
  • Biotipo Tiroideo con esami normali;
  • ipertiroidismo.

È evidente che la medesima strategia alimentare non può funzionare in tutte le problematiche tiroidee. Proprio in questo differisce il Metodo Missori-Gelli per la tiroide e tiroide-intestino. Non propone lo stesso programma per tutti, ma fa una distinzione in base alla patologia tiroidea e al Biotipo costituzionale prevalente.

A proposito degli alimenti da evitare, vorrei sciogliere alcuni dubbi sul consumo delle crucifere (crescione, ravanello, rucola, senape, rapa e, soprattutto, cavoli: cavolfiore, cavolo nero, cavolo cappuccio, broccoli, cavoletti di Bruxelles, verze).

Questa famiglia di piante ha proprietà uniche, le crucifere, infatti, sono antiestrogeniche, anticancro ed essendo ricche di zolfo sono un alimento chiave nella funzione epatica.

Queste piante sono considerate gozzigene ma cotte, fermentate e crude, associate correttamente con altri alimenti possono essere consumate!

In medicina si dice che l’effetto gozzigeno è procurato dallo Iodio per il cosiddetto blocco di Wolff-Chaikoff: l’eccesso di Iodio inibisce la tiroide. Alcune sostanze gozzigene della famiglia dei glucosinolati, presenti nelle crucifere, sono responsabili di questo blocco. L’enzima mirosinasi presente nella pianta, durante la masticazione, in presenza di acqua o saliva, scinde i glucosinolati in tiocianati che sono i veri agenti anticancro nell’organismo. La sostanza gozzigena incriminata pare sia la goitrina (isotiocianato) che è in grado di legare lo Iodio e perciò di bloccarne l’assorbimento a livello della ghiandola tiroidea e quindi di impedire la sintesi degli ormoni tiroidei (T3 e T4).

I principi attivi della famiglia degli indolo-glucosinolati sono potenti pesticidi naturali con cui la pianta si difende da vermi e funghi, che sull’uomo hanno effetto anticancro. Le crucifere, perciò, sono considerate cibi “gozzigeni”, in caso di consumi notevoli per lunghi periodi, oppure su individui abitanti in aree geografiche lontane dal mare o predisposti geneticamente o in gravi carenze alimentari di Iodio.

L’azione gozzigena di queste sostanze viene in parte disattivata dalla cottura, per cui tagliando questi ortaggi a strisce sottili abbiamo una riduzione di tali effetti negativi durante la cottura stessa, oppure viene disattivata fermentando i vegetali  o ancora consumandoli crudi associati ad alimenti attivatori.

Le crucifere contengono anche sulforafano, una molecola dal potere antiossidante e antitumorale. Alcune ricerche hanno dimostrato che il sulforafano può. eliminare il batterio Helicobacter pylori in modo drastico (100 mg al giorno) e possiede un potere chemiopreventivo (prevenzione dei tumori).

Alcune proprietà delle crucifere:

  • cavolfiore (sedativo per il contenuto in bromo, quindi utile nell’insonnia e diuretico);
  • broccolo e broccoletti (stimolanti il metabolismo per il contenuto in Iodio);
  • cavolo verza, cavolo cappuccio (utilissimi nella stitichezza se non troppo cotti, per la loro ricchezza in fibre);
  • rucola, ravanelli (fluidificano la bile e stimolano il metabolismo);

In caso di ipotiroidismo: consumare le crucifere cotte, fermentate o crude in associazione ai cibi presenti nelle liste degli alimenti consentiti (vedi il mio Libro La Dieta della Tiroide a pag. 184), meglio se con il pesce.

In caso di ipertiroidismo: consumare in abbondanza cotte, fermentate o crude.

Se vuoi maggiori informazioni o se vuoi la tua dieta biotipitizzata personalizzata contattami pure, troveremo insieme la tua strada verso il benessere a 360 gradi.