Tiroide e crucifere: perché bisogna stare attenti

tiroide e crucifere

Ogni disfunzione tiroidea (ipotiroidismo senza tiroidite con tiroide o dopo tiroidectomia, ipotiroidismo con tiroidite, tiroidite senza ipotiroidismo, ipotiroidismo sub-clinico con o senza tiroidite, Biotipo Tiroideo con esami normali, ipertiroidismo) ha una strategia alimentare differente. Il Metodo Missori-Gelli®non propone lo stesso programma per tutti ma fa una distinzione in base alla patologia tiroidea e al Biotipo costituzionale prevalente.

Oggi ti voglio parlare del consumo delle crucifere: crescione, ravanello, rucola, senape, rapa e, soprattutto, cavoli: cavolfiore, cavolo nero, cavolo cappuccio, broccoli, cavoletti di Bruxelles, verze.

Ecco alcune proprietà:

  • cavolo verza, cavolo cappuccio: utilissimi nella stitichezza se non troppo cotti, per la loro ricchezza in fibre;
  • rucola, ravanelli: fluidificano la bile e stimolano il metabolismo;
  • cavolfiore: sedativo per il contenuto in bromo, quindi utile nell’insonnia e diuretico;
  • broccolo e broccoletti: ricchi di antiossidanti;
  • senape: spezia.
  • In caso di ipotiroidismo: consumare le crucifere cotte, fermentate o crude in associazione ai cibi presenti nelle liste degli alimenti consentiti (vedi il mio Libro La Dieta della Tiroide a pag. 184), meglio se con il pesce.
  • In caso di ipertiroidismo: consumare in abbondanza cotte, fermentate o crude.

Sono antiestrogeniche ed essendo ricche di zolfo sono un alimento chiave nella funzione epatica.

Le crucifere contengono anche sulforafano, una molecola dal potere antiossidante e antitumorale. Alcune ricerche hanno dimostrato che il sulforafano può eliminare il batterio Helicobacter pylori in modo drastico (100 mg al giorno) e possiede un potere chemiopreventivo (prevenzione dei tumori).

Queste piante sono considerate gozzigene ma cotte, fermentate e crude, associate correttamente con altri alimenti possono essere consumate!

In medicina si dice che l’effetto gozzigeno è procurato dallo iodio per il cosiddetto blocco di Wolff-Chaikoff: l’eccesso di iodio inibisce la tiroide. Alcune sostanze gozzigene della famiglia dei glucosinolati, presenti nelle crucifere, sono responsabili di questo blocco.

I principi attivi della famiglia degli indolo-glucosinolati sono potenti pesticidi naturali con cui la pianta si difende da vermi e funghi, che sull’uomo hanno effetto anticancro. Le crucifere, perciò, sono considerate cibi “gozzigeni”, in caso di consumi notevoli per lunghi periodi, oppure su individui abitanti in aree geografiche lontane dal mare o predisposti geneticamente o in gravi carenze alimentari di Iodio.

L’azione gozzigena di queste sostanze viene in parte disattivata dalla cottura, per cui tagliando questi ortaggi a strisce sottili abbiamo una riduzione di tali effetti negativi durante la cottura stessa, oppure viene disattivata fermentando i vegetali (te ne ho parlato qui)  o ancora consumandoli crudi associati ad alimenti attivatori.

Spero che questo articolo ti abbia fatto approfondire la conoscenza di queste verdure e capire come mangiarle al meglio per mantenere il benessere del tuo organismo.

 

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