Interferenti endocrini: come evitarli per stare bene

Esistono sostanze chimiche dette interferenti endocrini che possono nuocere al nostro sistema ormonale (endocrino appunto). Queste sostanze si trovano in moltissimi prodotti: dal cibo ai cosmetici, dall’aria ai contenitori.

Gli interferenti endocrini, se assimilati in grandi quantità o frequentemente, possono essere tossici per il nostro organismo. Essi si trovano prevalentemente nei:

  • pesticidi;
  • erbicidi;
  • insetticidi;
  • fungicidi;
  • plastica che rilascia ftalati, BPA (bottiglie, stoviglie, contenitori);
  • rivestimenti antiaderenti delle pentole con PTFE e PFOA;
  • solventi;
  • detergenti;
  • metalli pesanti.

Se entrare in contatto con alcune di queste sostanze è inevitabile, per altre potremmo avere qualche accorgimento in più per tutelarci, come nel caso dei contenitori in plastica che contengono BPA.

Per individuare con facilità se i prodotti di plastica che utilizziamo siano o meno sicuri dobbiamo fare riferimento al numero stampato sulla confezione. Di seguito una piccola guida per decodificare i simboli sui contenitori di plastica.

Numero sulla confezione: 1
Nome: polietilene tereftalato (PET o PETE)
Fonte: bottiglie contenenti acqua, bevande gassate, olio per cucina, collutorio, ketchup e condimenti per insalate.

Se utilizzate una sola volta non corriamo rischi, ma se esposti a calore o a detergenti forti potrebbero essere tossici.

Numero sulla confezione: 2
Nome: polietilene ad alta intensità̀ (HDPE)
Fonte: biberon, sacchetti di patatine, di biscotti e di cereali, giocattoli, taglieri, vaschette del ghiaccio, bricchi del latte, bottiglie contenenti acqua, succhi, detergenti e shampoo, vasetti di yogurt. L’HDPE è pubblicizzato come materiale robusto e resistente al calore. Tuttavia, alcuni gruppi di ambientalisti hanno espresso delle preoccupazioni riguardo al potenziale pericolo derivante dal rilascio dei ftalati impiegati nei giocattoli dei bambini e nelle bottiglie.

Numero sulla confezione: 3
Nome: cloruro di polivinile (V o PVC)
Fonte: contenitori di prodotti di gastronomia, pellicole di plastica, tendine del box doccia e anelli per la dentizione dei bambini piccoli. II PVC può̀ rilasciare ftalati, sostanze cancerogene negli alimenti e nelle bevande, particolarmente quando i contenitori iniziano a deteriorarsi, quando sono messi in lavastoviglie o vengono riscaldati (per esempio nel microonde).

Numero sulla confezione: 4
Nome: polietilene a bassa densità̀ (LDPE)

Fonte: cartoni del latte, sacchetti di plastica per la frutta e la verdura, bicchieri per bevande calde e fredde, contenitori dei surgelati.

Numero sulla confezione: 5
Nome: polipropilene o moplen (PP)
Fonte: biberon, tazze per bambini piccoli, cannucce, contenitori per alimenti, vaschette per alimenti, tappi di bottiglia, vasetti di yogurt e alcuni contenitori da asporto.
Il PP è pubblicizzato come resistente al calore, ma ciò significa semplicemente che non si fonde quando viene esposto a una fonte di calore, non che sia sano e/o che non rilasci sostanze chimiche.

Numero sulla confezione: 6
Nome: polistirene o polistirolo (PS)
Fonte: contenitori da asporto, scatole di uova, confezioni di carne e pesce, utensili, patatine di polistirolo per imballaggi. Comunemente noto come polistirolo, il PS contiene lo stirene, che può imitare gli estrogeni (e quindi portare disfunzioni ormonali), l’esposizione prolungata a piccole quantità di questo materiale può̀ causare stati di affaticamento, disturbi del sonno e anomalie a livello linfatico, e avere anche effetti cancerogeni. È particolarmente pericoloso quando viene riscaldato. Negli Stati Uniti il PS è vietato, ad esempio a Portland (nell’Oregon) e a San Francisco.

Numero sulla confezione: 7
Nome: “altro”, solitamente si riferisce al policarbonato (PC)
Fonte: scodelle, piatti, bicchieri, bottiglie dell’acqua riutilizzabili, confezioni per alimenti, frullatori, siringhe.
Oppure:
Nome: acido poliattico (PLA)
Fonte: contenitori per il take away, imballaggi per frutta e verdura, contenitori di yogurt, utensili. Questa sostanza è pubblicizzata come biodegradabile e compostabile; in realtà̀ è ottenuta dal grano geneticamente modificato.

In sintesi: cercate di evitare il più possibile prodotti in plastica. Preferite il vetro e la carta ove possibile!

SalvaSalva

 

Firma Dr Serena Missori

SalvaSalva