Sfatiamo i falsi miti: bisogna mangiare sempre tante fibre

Tante fibre? Non sempre!

Nel mio nuovo libro “La Dieta della Pancia”, che ti consiglio di leggere se anche tu hai voglia di dire addio ai fastidi causati dalla tua pancia come gonfiore, stitichezza, candida intestinale, dissenteria, ecc…, affronto tutta una serie di false credenze legate all’alimentazione.

Oggi ne analizziamo una in particolare: l’assunzione di moltissime fibre nella propria dieta.

 

Il fabbisogno di fibre consigliato per tutti è di circa 25-30 g al giorno, ma quasi nessuna persona riesce a raggiungerlo per due motivi: dieta scorretta e colite con gonfiore.

 

Le fibre non hanno un valore nutrizionale, ma sono importanti per la nostra salute a patto che se ne consumi veramente la quantità di cui abbiamo bisogno e che le riusciamo a tollerare senza riscontrare problemi.

Le fibre, infatti, vengono parzialmente o completamente fermentate dalla flora batterica presente nel colon. In particolare, quando sono assunte da sole, vengono fermentate in maggiore proporzione rispetto a quando sono assunte attraverso gli alimenti.

 

Si distinguono due tipi di fibre alimentari, quelle solubili e quelle non solubili in acqua.

Le fibre insolubili (cellulosa ed emicellulosa) hanno la capacità di inglobare una notevole quantità di acqua e grazie a questa preziosa caratteristica possono essere utili ad alcuni, ma non ad altri. Per esempio, se soffri di gonfiore addominale, il gonfiore può diventare insopportabile.

Le fibre insolubili sono polisaccaridi vegetali non disponibili per l’assorbimento, poiché l’organismo umano non è in grado di digerirle e aumentano il volume e il peso delle feci e, di conseguenza, accelerano la motilità intestinale accorciando il tempo di transito del materiale fecale. Quindi, se soffri di diarrea, le fibre possono renderti la vita un inferno. Grazie a questa particolarità, però, le fibre insolubili possono aiutare in caso di stipsi, purché si beva la giusta quantità di acqua. Se così non fosse le fibre diventano “cemento” nell’intestino, rendendone più difficile lo svuotamento.

Le fibre solubili (pectine, gomme, mucillagini) formano con l’acqua una massa gelatinosa che induce sazietà, perché distende le pareti dello stomaco, stimolando i meccanocettori (sensori presenti nello stomaco) deputati alla trasmissione del senso di sazietà al cervello. Riducono l’assorbimento intestinale dei prodotti della digestione, sottraendoli in parte all’organismo esercitato dai vari micronutrienti presenti nelle pietanze in modo funzionale e personalizzato.

 

È bene non assumerne in eccesso, per non ostacolare eccessivamente l’assorbimento di micronutrienti preziosi per il benessere dell’organismo come il ferro, il calcio e lo zinco. Inoltre, piuttosto che assumere le fibre come integratore, è meglio approvvigionarsene mediante gli alimenti, per poter beneficiare dell’effetto sinergico esercitato dai vari micronutrienti presenti nelle pietanze in modo funzionale e personalizzato.

 

Se si decide di aumentare a prescindere il contenuto in fibre della propria dieta è bene farlo con intelligenza per evitare problemi quali meteorismo, diarrea, flatulenza, ma anche stipsi e colite.

 

Le fibre, quindi, rappresentano una sorta di paradosso se non consumate in modo personalizzato, perché la quantità che è benefica per uno può creare problemi a un altro.

 

Per capire meglio cosa mangiare al fine di sentirti in forma e rimettere in sesto i problemi legati alla pancia, leggi il mio libro “La Dieta della Pancia”.

 

 

 

 

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