Quando il nemico sei tu: la tiroide autoimmunitaria

È difficile accettare che il tuo corpo si comporti come se stesse combattendo un’infezione, un raffreddore, un’influenza quando attacca la tua tiroide o altri organi.

Ci si chiede come mai il corpo agisca da autolesionista, e spesso ci si spinge a fare anche un’autoanalisi se si tende ad avere un carattere con tratti autodistruttivi e auto-sabotatori.

Valeria, una mia paziente, è venuta nel mio studio a causa di una tiroidite autoimmunitaria diagnosticata anni addietro e per la quale le era stato detto che non c’era nulla da fare se non una terapia sostitutiva a vita e che non avrebbe in nessun modo potuto contrastare questa situazione.

La tiroidite le aveva causato prima un ipertiroidismo poi un ipotiroidismo, e una recente gravidanza le aveva lasciato addosso diversi chili di troppo.

Valeria lamentava prevalentemente difficoltà a perdere peso, gonfiore addominale, ritenzione idrica, cellulite, stanchezza, sonnolenza, pigrizia.

Come la maggior parte delle persone era solita farsi guidare, per l’organizzazione dei pasti giornalieri, dalle pubblicità, dalle confezioni colorate dei prodotti confezionati, dalle diciture fuorvianti sulle confezioni del tipo: “integrale”, “cereali”, “light”, “sano”, “senza zucchero”, “senza grassi”, “come fatto in casa”.

Il mio lavoro con lei è stato spiegarle come funziona la tiroide, il suo effetto sulle cellule, di che cosa ha bisogno per funzionare correttamente, che cosa significavano i suoi disturbi soprattutto addominali, come risolverli e come probabilmente si è innescato il processo autoimmunitario che ha portato a una parziale distruzione della sua funzione tiroidea.

Ogni volta che spiego alle persone come i tasselli della salute siano uniti da un unico filo conduttore, vedo sempre accendersi una luce nei loro occhi.

Quando si prende piena consapevolezza della propria situazione, si ha l’impressione di aver sbagliato tutto nella vita.

Valeria mi ha detto più volte: “Oddio ho sbagliato tutto, è tutto sbagliato, faccio tutto male”.

La mia risposta è stata subito pronta e risolutrice. Le ho detto: “Hai fatto quello che potevi e che ti è stato spiegato, non hai nessuna colpa se non quella di mollare ora che hai la consapevolezza della situazione.

Lo so che può sembrare difficile dover rivedere molte convinzioni ma un passo alla volta potrai sostituire le abitudini routinarie sbagliate con nuove abitudini corrette. Sono qui per te, puoi farmi qualsiasi domanda, anche quella che può sembrarti più banale. Il tuo viaggio di recupero della salute inizia oggi”.

Valeria ha deciso di agire, ha messo da parte i suoi pregiudizi e ha cominciato un nuovo percorso, che le ha regalato soddisfazioni sin dal primo giorno.

Il rifiuto iniziale è una reazione fisiologica e la maggior parte delle persone che sono stanche di vivere una condizione di malattia cronica, dopo il primo momento in cui si sentono spiazzate, accettano di buon grado il cambiamento, il quale per altro produce un effetto positivo.

Molte persone, invece, reagiscono positivamente nell’immediato, perché hanno trovato qualcuno che molto velocemente ha individuato un filo conduttore alle loro problematiche e non vedono l’ora di risolverle.

Ognuno reagisce in base alla propria personalità, alle proprie condizioni di salute fisica e psichica, condizionamenti, abitudini, Biotipo.

Se anche tu soffri di autoimmunità devi essere consapevole che la tua non è una strada senza speranza. Contattami e vedremo insieme cosa fare.

 

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